domenica 18 settembre 2016

Un incidente



Alla fine di tutto resta la mia vecchiaia da completare in solitudine perché tutto scorre, tutto è utile, niente è indispensabile. Ho letto e non mi sono riconosciuto, io non sono quell’individuo nevrotico e sbiadito:  Enzo  è un’altra persona, diversa da quella perché non sa ridere o perdonare la fatua esteriorità presa a modello di vita. Ci penserò a lungo come un incidente che guarda se stesso e non si capacita di essersi rotto.

Due ottave



Il tuo violino suonava due ottave
sopra la mia
comprensione
anni in anticipo sul mio
sgomento
La nota sempre quella del primo
istante
del primo sguardo
Adesso so che non c’è
altro
Non esistono altri spartiti
Altre possibili fughe
Resto impresso per sempre sullo stesso
rigo.
Il tuo violino suonava due ottave sopra
La sua eco incide ancora.

Carte in tavola



Questo blog non cambia le carte in tavola le dispone solo in modo diverso perchè a me sembra di non aver più nulla da dire.

Nulla da dire



Il mio nulla da dire è il reale concreto, la sensazione di una stagione che appare finita a tutti persino a me, ma non basta. E' finito così il guscio, la tenerezza antica, il sorriso restato a metà, persino il desiderio di scriverlo meglio urge ancora e se ne frega del virtuale e di molte altre cose ancora.

Verità va cercando



Verità va cercando che è si cara-...Libertà, giustizia, verità... che bel suono lo sentite? Ti aprono in due parole come queste, se adesso me le ripeto quasi quasi mi commuovo perchè parole così grandi appena le pronunci sembrano nuove. Assolutamente nuove e perfette. Nessuno potrebbe credere che qualcosa possa scalfirle, volano troppo alte.  E ci guardano severe.. Quando la incontreremo  la verità? Forse nell’ultimo istante quello, l’unico, in cui ne diventiamo degni…quando non possiamo più raccontarlo a nessuno di quanto splendida, nuova e luminosa sia la nostra amante rincorsa per tutta la vita