All’età di 18 anni non avevo alcun dubbio: era il Capitale di Marx la vera strada e la vera novità in campo economico e sociale. Tra i due estremi liberalismo e marxismo avevo chiaramente scelto il secondo; a quell’età non ci sono mai mezze misure e anche ora è lo stesso. Tutto il territorio intermedio era territorio di conquista, inutile e vuoto, un terreno vastissimo e deserto da mettere a frutto con un’opera ferma di convincimento e, se necessario, di un buon numero di bastonate.
Semplice, lineare, doloroso sempre. Ma noi eravamo eroi, vittime che si ribellavano a tutto e a tutti: non c’era tempo per analisi approfondite (soprattutto se potevano evidenziare qualche pecca o crepa nei nostri convincimenti). Quindi erano i soldi, l’economia a far girare il mondo, l’uomo era mosso esclusivamente dal denaro anche quando era convinto di possedere altri stimoli. Il vecchio professore di italiano e storia tentava di raccontarci di re e dinastie, guerre e confini superati o interrotti: io al massimo ma in segreto potevo pensare a qualche figura femminile alla Elena di Troia per intenderci. In realtà la mia generazione era certa che si trattasse solo di palesi menzogne: si combatteva e si moriva per denaro o per le sue fonti. Anche gli ideali più alti e ampi si reggevano su quel presupposto, se volevi cambiare il mondo, se volevi liberare l’uomo dovevi agire sulle leve economiche delle società.
I giorni della luce fragile
sabato 19 settembre 2026
venerdì 18 settembre 2026
Il ventennio ebbe colpe gravissime, qualsiasi dittatura le ha! Le leggi razziale del 38 ne rappresentano l’acme a mio parere, più dell’entrata in guerra.
La gente che col fascismo prima convisse forzatamente e poi entusiasticamente non fu solo “gente comune”: poeti, filosofi, letterati, gente di spettacolo, artisti in genere (come oggi del resto, i guru dei media si accodano sempre nella tendenza che li nutre). Negare ciò non è corretto, come spiegare altrimenti l’Italia tra il 1928 e il 1940?
Il fascismo ebbe l’avallo del popolo italiano e di questo semmai dovremmo discutere, di questo dovremmo analizzare le radici e le assicuro che tutti noi come popolo e Nazione non faremmo una grande figura. La resistenza partigiana riguardò di fatto solo mezza Italia; nel sud si instaurò fino al referendum un Regno del sud da barzelletta, mentre a Torino Cuneo Genova Milano Bologna si sparava e si moriva a Palermo Bari Catania si ballava il rock n roll e si davano calze di nylon e cioccolata alle segnorine. Mia madre e mio padre vi garantisco sono fonti sicure.
L’esito del Referendum se lo si va a riguardare è inequivocabile: due italie, una votò in massa Repubblica, l’altra Monarchia. Perchè negarlo? A che serve?
La vita. già la vita…essa fu persa da tutti.
Dai Repubblichini convinti
Dai militari italiani che non vollero ripudiare il loro giuramento a Cefalonia
Dai partigiani del fratello di Pasolini
Dai partigiani bianchi
Da ragazzi che non avevano una precisa ideologia politica ma volevano solo vivere
Da donne e ragazze più o meno fasciste che furono uccise e stuprate secondo il vecchio sistema maschile che attraversa trasversalmente ogni ideologia umana
Da commercianti, funzionari comuni, agricoltori.
Da sacerdoti
Da Gerarchi fascisti vecchi e nuovi
Da attori e attrici
Da amanti e gigolò
Da una marea di gente composita che si trovò nella tempesta e non riuscì a nuotare.
DAI PARTIGIANI ROSSI DELLE BRIGATE GARIBALDI.
Io in questo post parlo di una cosa diversa, parlo di una GUERRA CIVILE, in essa vince chi spara meglio non chi ha le idee migliori. In essa la storia viene manipolata ad uso e consumo dei vincitori. Non si può costruire nulla sul sangue e la violenza.
Dico questo perchè io i compagni degli anni 60-70 li ho conosciuti bene e credetemi di rispetto, democrazia, alternanza e analisi non avevano nessuna cognizione, però imponevano la loro idea comunque.
La scelta può essere giusta o sbagliata a seconda del contesto storico, della propria ideologia, anche della propria comodità sociale. Sono molteplici i condizionamenti di una scelta e su questo credo siamo in totale disaccordo. Tra un assassino partigiano ed uno repubblichino io non faccio differenza. Tra una dittatura e l’altra io non faccio differenza è lì il nocciolo del discorso degli anni tra il 44 e il 46. Questa differenza sostanziale è la base di una storiografia di comodo su cui è stata costruita una Repubblica che, avendo basi fragili e talvolta menzognere, non poteva sortire altri effetti se non quelli che oggi abbiamo davanti.
giovedì 17 settembre 2026
Esiste un’etica profonda e generale che l’umanità sconfessa con vergognosa noncuranza, un termine di confronto che attraversa intere generazioni e che viene rimpallato tra di esse come una pietra incandescente: brucia tra le mani e fa male, meglio dimenticare e dire io non c’ero, io non ne ho colpa. E’ il sistema con il quale, nei decenni posteriori a quello orribile del secondo conflitto mondiale, milioni di esseri umani hanno “ricordato” la Shoah e dimenticato i Gulag, le prigioni dei vietcong, Guantanamo, le carceri cinesi o quelle turche e ad altri innumerevoli campi di concentramento senza svastica.
mercoledì 16 settembre 2026
Non sopporto i consuntivi: esaminare come e quanto io mi sono consumato non mi piace, però i consuntivi occhieggiano ugualmente ai lati della mia strada, sono io che faccio finta di non vederli. Verrà un tempo diverso e i social così come li abbiamo conosciuti spariranno per sempre, non ho idea di quello che li sostituirà, non so nemmeno se essi resteranno come totem di un'epoca interlocutoria speciale. So perfettamente che l'idea che ci ha mosso, i desideri e le fantasie che nutrivamo da qualche parte hanno trovato rifugio, può darsi che un giorno ci sentiremo chiamare e capiremo.
martedì 15 settembre 2026
Nei blog decenti da un punto di vista letterario l'opinione è UNICA, una dittatura del pensiero che nasce da molto lontano, dalla fine del secondo conflitto mondiale e dalla egemonia ideologica della sinistra che pretese di fondare questo straccio di Repubblica delle banane su una guerra civile. Ma io per fortuna ho superato da tempo l'imbarazzo di dover piacere per forza a qualcuno, di dover cinguettare su testi e concetti falsi e vuoti.
lunedì 14 settembre 2026
L'islamismo è in rotta di collisione con tutto quello che in mille anni ha prodotto la civiltà europea occidentale.
Da qualsiasi punto di vista lo si consideri un intellettuale soprattutto se di sinistra, soprattutto se di sesso femminile dovrebbe combatterlo come la peste. Musica, pittura, scrittura, equiparazione dei sessi, sessualità, rapporti sociali...Mi fermo per non vomitare! l'Islam non si integra vi integra volenti o nolenti! Ma voi continuate pure a volteggiare sul vostro cadavere intellettuale.
domenica 13 settembre 2026

Non mi piace questa pseudo sinistra che da dieci anni domina sulle nostre vite. Pseudo non perché si sia evoluta o adeguata a tempi socialmente diversi ma perché ha misconosciuto il portato storico del socialismo teso alla difesa dei lavoratori, al loro sviluppo economico e intellettuale, perché appoggia ideologie terribili verso le donne e il popolo italiano che afferma di difendere mentre in realtà fa da volano a un imperialismo capitalistico e intellettuale più duro che mai.
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